Psicologia contemporanea
Vittorio Lingiardi, Nicola Nardelli (2008)

La riparazione che danneggia
Gli effetti delle terapie per “guarire” dall’omosessualità

Psicologia contemporanea, 209, 44–49.
Journal article
Riassunto. Molti studiosi (gli psicoanalisti in particolare, e più recentemente i biologi e i genetisti) hanno cercato di indagare le “cause” dell’attrazione per le persone del proprio sesso, ma nessuno è approdato a una risposta definitiva, o quantomeno convincente. Le leggi del desiderio sono imperscrutabili, tanto che persino un ricercatore instancabile come Freud (1905) era portato a ritenere che «anche l’interesse sessuale esclusivo dell’uomo per la donna è un problema che ha bisogno di essere chiarito e niente affatto una cosa ovvia». Ma proprio quando la comunità scientifica internazionale mette in soffitta come anticaglie tutte quelle posizioni che vedevano nell’omosessualità una forma di psicopatologia e dunque invocavano, in modo più o meno esplicito, una cura, il complesso rapporto tra professionisti della salute mentale e persone omosessuali si arricchisce di un capitolo alquanto scivoloso. Cosa deve fare lo psicologo quando non sono la società o la medicina o la religione a dire alla persona omosessuale “sei sbagliato”, “sei malato” o “sei moralmente disordinato”, ma è il soggetto stesso ad esserne convinto, al punto da chiedere a uno specialista di aiutarlo a “cambiare”? Su questo argomento si gioca una partita clinica, scientifica e deontologica di enorme importanza. Questa partita ha un nome tecnico: “omosessualità egodistonica”, cioè un disagio marcato e persistente riguardo al proprio orientamento sessuale. Questa categoria diagnostica, come anche la parola “omosessualità”, è stata ormai depennata dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) e rimane solo un riferimento al disagio nei confronti del proprio orientamento come sintomo del cosiddetto Disturbo Sessuale NAS (Non Altrimenti Specificato), con un sottile, ma importante, spostamento del focus diagnostico dall’omosessualità in sé al disagio psicologico che il soggetto (omo o etero che sia) prova quando si sente in conflitto con il proprio orientamento.

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